Fornire un aggiornamento ai discenti sui temi emergenti alla luce delle nuove raccomandazioni inserite nel focus update 2025 delle linee guida esc/eas 2019 per la gestione delle dislipidemie e dei pazienti ad altissimo rischio con terapie più aggressive, motivare il proprio paziente al proseguimento della terapia e renderlo consapevole dell’elevato rischio che comporta la non prosecuzione o avviamento della stessa
Approfondimento
Il corso 'ldl-club: incontri sul rischio cardiovascolare' rappresenta un'importante opportunità di aggiornamento per professionisti del settore sanitario, in particolare per farmacisti e medici chirurghi. In un contesto in continua evoluzione, è fondamentale rimanere al passo con le nuove raccomandazioni e linee guida. Questo corso si concentra sulle più recenti indicazioni del focus update 2025 delle linee guida esc/eas 2019, che affrontano la gestione delle dislipidemie e il trattamento dei pazienti ad altissimo rischio. L'adeguamento delle terapie e la loro aggressività rappresentano un aspetto cruciale nella pratica clinica quotidiana, e il corso fornisce gli strumenti necessari per applicare questi principi in modo efficace.
Uno degli obiettivi formativi principali del corso è quello di motivare i pazienti a proseguire le terapie prescritte. La non adesione ai trattamenti può comportare rischi elevati, e il professionista sanitario deve essere in grado di comunicare con chiarezza l'importanza della continuità terapeutica. Attraverso la formazione proposta, i partecipanti apprenderanno come rendere i pazienti consapevoli dei rischi associati alla mancata prosecuzione della terapia, migliorando così l'aderenza e, di conseguenza, gli esiti clinici.
La modalità residenziale offre un ambiente favorevole all'apprendimento e alla condivisione di esperienze tra professionisti. La durata del corso è di 4 ore, durante le quali i partecipanti potranno approfondire i temi emergenti e confrontarsi su casi pratici e situazioni reali. Questo corso rappresenta un'opportunità preziosa per aggiornare le proprie competenze e migliorare la qualità dell'assistenza offerta ai pazienti, contribuendo così a una gestione più efficace del rischio cardiovascolare.
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