Fornire un aggiornamento in tema di prevenzione e trattamento della malattia renale cronica nel paziente con dmt2 sulla base dei dati di evidence based medicine e delle più recenti linee guida; condividere i percorsi di gestione ottimale del paziente nel continuum cardiorenale.
Approfondimento
Il corso 'reset 2.0: remission through early sglt2i engagement and therapy' è un'opportunità unica per i medici chirurghi che desiderano approfondire le più recenti evidenze scientifiche sull'uso degli inibitori sglt2 nella gestione della remissione precoce. Questo programma formativo è progettato per fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per implementare strategie terapeutiche efficaci, mirate a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a ottimizzare i risultati clinici. Con la continua evoluzione delle evidenze cliniche, è fondamentale che i professionisti sanitari siano aggiornati sulle migliori pratiche e sugli approcci innovativi nella terapia del diabete e delle malattie cardiovascolari correlate.
La modalità FSC del corso garantisce un apprendimento flessibile e accessibile, consentendo ai partecipanti di gestire la propria formazione in base ai propri impegni professionali. Con una durata di 10 ore e 13 crediti ECM, il corso offre un eccellente rapporto qualità-prezzo, poiché è completamente gratuito. Durante il percorso formativo, i partecipanti esploreranno casi di studio reali, analizzeranno dati clinici rilevanti e discuteranno le implicazioni pratiche dell'uso precoce degli sglt2i. Questo approccio interattivo favorisce un apprendimento attivo e una maggiore retention delle informazioni, essenziali per l'applicazione nella pratica clinica.
Il periodo di svolgimento del corso va dal 19 marzo 2026 al 15 ottobre 2026, permettendo ai partecipanti di pianificare il proprio percorso formativo con anticipo. L'importanza di un approccio tempestivo nella gestione del diabete e delle condizioni correlate non può essere sottovalutata. Iscrivendosi al corso 'reset 2.0', i medici chirurghi non solo miglioreranno le loro competenze professionali, ma contribuiranno anche a promuovere una cultura di cura proattiva e basata sull'evidenza, fondamentale per affrontare le sfide della salute pubblica contemporanea.